lunedì 11 maggio 2015

COMMENTO alla strategia Mercato Unico Digitale

Apprezzabile  il piano di azione  elaborato dalla Commissione per una concreta realizzazione del mercato unico digitale sebbene la maggior parte delle iniziative rinviano a nuove proposte legislative  o revisioni di quelle esistenti che, in mancanza di interventi finanziari per l’investimento e l’innovazione (lato imprese) e strumenti atti all’effettiva applicazione delle norme in termini di tutela della sfera patrimoniale (lato consumatore)  potrebbero non raggiungere l’obiettivo della creazione di un ecosistema digitale creato e, di conseguenza, il giusto equilibrio tra un elevato livello di tutela del consumatore e la competitività delle imprese.
La libera circolazione in Europa delle merci e delle persone ormai si compie soprattutto in modalità digitale e il non avere regole comuni inficia il diritto acquisito alla libera circolazione. I 16 punti proposti sono ovviamente condivisibili ma per attuarli occorre tener presente le enormi diversità della situazione nei singoli stati. L'Italia ha sì definito un Agenda digitale ma ad oggi ancora si discute sulle modalità per realizzare l'ultra banda larga. L'Europa deve farsi carico dei Paesi più arretrati digitalmente e fornire il un adeguato sostegno, soprattutto economico,  altrimenti quanto ci si propone sarà irrealizzabile. La realizzazione di un mercato unico digitale prevede pari livello di alfabetizzazione digitale della popolazione europea che attualmente non è realistica e che vede purtroppo l'Italia svantaggiata.
Certamente un mercato unico digitale europeo non può prescindere dalla “formazione” del consumatore digitale europeo. Nei punti proposti non è specificato con chiarezza cosa si vuole fare per l'identificazione del cittadino digitale. Per il corretto funzionamento di un sistema on line e quindi digitale è necessario che chiunque operi in rete sia identificato e che ogni cittadino possa utilizzare uno strumento identificativo di facile uso e accesso ma soprattutto interoperabile e quindi riconoscibile in tutta Europa.


I 16 punti proposti (commenti in corsivo):
Migliorare l’accesso ai beni e servizi digitali in tutta Europa per i consumatori e le imprese
1-introdurre norme intese ad agevolare il commercio elettronico transfrontaliero.
Avere stessi diritti e stessi doveri in tutta Europa è fondamentale per rendere un mercato praticabile. Stesse opportunità di tutela e risoluzione tempestiva delle controversie devono essere offerte ai consumatori europei, superando le attuali frontiere troppo spesso utilizzate per  rispettare i diritti dei consumatori.
2-garantire un’attuazione più rapida ed omogenea delle norme di protezione dei consumatori, regole di compravendita uguali in tutti gli stati tenendo altresì presente che il saldo complesso di regole che la UE ha sviluppato nel corso degli anni a tutela del consumatore non è di per sé sufficiente ad infondergli fiducia, di fondamentale importanza per il buon funzionamento del Mercato Unico.
E’ necessario invero tradurre nella pratica i diritti di cui i consumatori europei dispongono sulla carta perché la mancata applicazione della normativa non solo accresce la sfiducia dei consumatori nel Mercato Unico, ma pregiudica altresì i commercianti onesti ed impedisce la realizzazione di un ambiente efficiente e competitivo dimenticare che
 E’ pertanto essenziale realizzare un  “sistema” solido e dinamico che sia in grado di individuare tempestivamente le nuove tendenze e garantire la corretta applicazione della normativa la tutela dei consumatori on line.

3- assicurare servizi di consegna dei pacchi più efficienti e a prezzi accessibili. Si potrebbe pensare ad una sorta di roaming del trasposto del pacco fra i vari Stati, come avviene per la telefonia, con costi definiti e regolati
4-eliminare il blocco geografico ingiustificato pienamente condiviso
5- individuare potenziali problemi relativi alla concorrenza che possano incidere sui mercati europei del commercio elettronico. Fondamentale la certificazione dei siti di e-commerce per riconoscere quelli sicuri nel rispetto delle norme a tutela dei consumatori e delle transazioni sicure. Oggi il freno dell'acquisto on line scaturisce anche dalla paura di incappare in una truffe. A tale scopo deve essere anche realizzata una rete di controllo europea per prevenire e risolvere e colpire i truffatori in tutta Europa. E’ doveroso altresì tener presente che perché il consumatore continui ad aver fiducia nel mercato unico non è sufficiente sapere che colui che lo ha truffato è stato assicurato alla giustizia ma, e soprattutto, essere rimborsato dei soldi spesi. Sarebbe auspicabile costituire un fondo di garanzia per tutelare i consumatori europei che hanno subito una truffa on line proveniente da qualsiasi Stato europeo.
6- aggiornare la legislazione sul diritto d’autore, rendendola più moderna ed europea. Soprattutto un normativa  unica e non differenziata per stato.
7- rivedere la direttiva sulla trasmissione via satellite e via cavo esteso alle trasmissioni radiotelevisive online e per esaminare come aumentare l’accesso transfrontaliero ai servizi radiotelevisivi in Europa. Se il mercato europeo è unico anche la trasmissione televisiva dovrebbe essere unica. L'attuale tecnologia permette di superare le diversità linguistiche e quindi non ha senso avere reti chiuse alle frontiere se si usano satellite e internet.
8- ridurre gli oneri amministrativi che derivano alle imprese dai diversi regimi IVA Condiviso: stimolerebbe le PMI a vendere oltre frontiera e tanto potrebbe comportare  non solo la possibilità di poter compensare la crisi economica in atto ma , addirittura, un incremento di fatturato. 

Creare un contesto favorevole e parità di condizioni affinché le reti digitali e i servizi innovativi possano svilupparsi;
9-presentare un’ambiziosa revisione della regolamentazione europea in materia di telecomunicazioni. Rendere l'utilizzo dello spettro trasmissivo in tutti gli Stati con medesime modalità vuol dire permettere l'accesso agli utenti con medesime opportunità, attualmente situazione non esistente.
10- riesaminare il quadro dei media audiovisivi per adeguarlo al XXI secolo, mettendo in rilievo il ruolo dei diversi operatori del mercato nella promozione delle opere europee Condiviso
11- effettuare un’analisi dettagliata del ruolo delle piattaforme online (motori di ricerca, social media, app store, ecc.) nel mercato. Condiviso
12- rafforzare la fiducia nei servizi digitali e la sicurezza degli stessi, in particolare per quanto riguarda il trattamento dei dati personali. Per salvaguardare i dati personali è indispensabile salvaguardare l'identificazione digitale che riteniamo deve essere uniforme in tutta Europa.
13- proporre un partenariato con l’industria sulla sicurezza informatica nell’ambito delle tecnologie e delle soluzioni per la sicurezza delle reti. Condiviso

Massimizzare il potenziale di crescita dell’economia digitale.
14- proporre un’iniziativa europea per il libero flusso dei dati, per promuoverne la libera circolazione nell’Unione europea. Una certificazione delle imprese che offrono cloud computing è indispensabile. La certificazione deve prevedere anche chiare garanzie per gli utenti che usano tali servizi.
15- individuare le priorità per l’elaborazione di norme e l’interoperabilità in settori fondamentali per il mercato unico digitale. Impedire la non interoperabilità deve essere una priorità. Senza interoperabilità non si costruisce il mercato unico. Devono essere definiti chiari standard cui devono riferirsi obbligatoriamente  tutti coloro che operano in. Altrimenti è impossibile il dialogo in rete fra cittadini e imprese europee. Posta certificata e firma digitale sono chiari esempi. Senza posta e firme digitali interoperabili, infatti, non si creano rapporti commerciali, non si firmano contratti , non c'è , quindi, mercato unico digitale.

16- promuovere una società digitale inclusiva in cui i cittadini dispongano delle competenze necessarie per sfruttare le opportunità offerte da Internet e aumentare le possibilità di trovare un lavoro. Per riuscire occorre investire in alfabetizzazione digitale e interoperabilità dei sistemi. Occorre realizzare campagne informative verso i cittadini con fondi europei diversificati per età. e conoscenze. Prevedere lezioni di alfabetizzazione digitale in tutte le scuole europee. Coordinare tutte le televisioni pubbliche europee per realizzare programmi di alfabetizzazione per i cittadini europei in. Le banche dati presenti in ogni singolo stato europeo devono operare con standard uguali e condivisi da tutti gli stati europei, garantendo la leggibilità del dato in tutta la comunità europea

venerdì 5 dicembre 2014

On line possiamo comprare un mobile o il biglietto di un aereo ma non possiamo chiedere i pannoloni.

Finalmente possiamo richiedere i pannoloni. Ci accoglie una gentile signorina della ASL ROMA B davanti ad un PC portatile. Pensiamo: "allora le norme sulla digitalizzazione della P.A. vengono applicate?"  Comunichiamo il nome della signora invalida e subito la signorina nel suo PC trova tutto, data di nascita, codice fiscale, indirizzo e ovviamente la sua invalidità. Pensiamo ancora "ma anche noi abbiamo il PC, anche noi potevamo collegarci alla rete come la signorina, perché siamo qui?" Stranamente però chiede il cartaceo del verbale di invalidità e il certificato di residenza. Ovviamente chiede anche la prescrizione dello specialista che lei non ha ma con la ricetta elettronica avrebbe potuto avere. Poi chiede la misura dei pannoloni, flegga sul suo PC  e stampa   la richiesta  di pannoloni che abbiamo firmato. Tutto fatto , tra 10 giorni arriverà la prima fornitura. Continuiamo a pensare: "Stessa procedura di un acquisto on line? On line possiamo comprare un mobile o il biglietto di un aereo ma non possiamo chiedere i pannoloni? 
A questo punto degli interrogativi vengono spontanei.  Perchè non abbiamo potuto utilizzare il nostro PC, collegarci al sito del database usato dalla signorina, digitare il nome dell'interessata e richiedere, come lei ha fatto i pannoloni? Se la difficoltà era il trasmettere la ricetta o firmare il modulo basta prevedere  l'inserimento di file con i documenti scannerizzati. Perché fiumi di persone si devono alzare all'alba, riversarsi con le loro auto per le strade, prendere numeretti, quando basterebbe un clic? La digitalizzazione della P.A. viene realizzata solo per favorire chi ci lavora?  Cosa serve parlare di Smart City se ancora il cittadino è trattato in modo analogica pure utilizzando le tecniche digitali? I vari digitalchampions è ora che si preoccupino di trovare risposte.

Il cittadino si digitalizza se usa il digitale.

Ore 8.30, a Roma nell'ufficio della ASL B dedicato agli invalidi che chiedono ausili per la loro invalidità (Pannoloni, carrozzine, letti, ecc.). Tantissima gente in fila (anche, ovviamente, invalida ), direi troppa, chissà quanta in tutta Italia, per ottenere dei diritti già conosciuti dall'ente che li eroga, visto che l'invalidità è stata già comunicata. Si sono alzati tutti prestissimo e con l'ansia di non riuscire nello svolgere la propria pratica perchè vengono ascoltate solo 50 persone e solo per 3 giorni la settimana. Per le persone che sono qui,  Cittadino digitale o agenda digitale, sono parole vuote e senza senso, infatti sono ancora  in fila  con il numeretto in mano, come nel secolo scorso. Se non scopriranno che lo stesso diritto è possibile averlo con un clic su uno smartphone, da casa, tutte le chiacchiere che si fanno da anni sul DIGITALE rimarranno chiacchiere. Cari esperti informatici, professori, giornalisti, politici, consulenti che popolate tavoli e agenzie dedicate al digitale e alla digitalizzazione del nostro Paese, è ora di fatti. Il cittadino si digitalizza se usa il digitale.

SIAMO ANCORA UN PAESE BORBONICO?

Roma 5 dicembre 2014, ASL RM B. Sembriamo ancora un Paese borbonico altro che  Smart City e digitalizzazione . Alle ore 7.08  ci si presenta davanti ad un cancello per prendere dei bigliettini (realizzati dai cittadini) che poi serviranno, più tardi, per prendere i biglietti ufficiali che determineranno l'ingresso allo sportello che apre alle 8.30. Nessun protesta e come sudditi si attende , al freddo, il proprio turno. Il servizio è dedicato agli invalidi e a tutte le loro necessità (Pannoloni, Protesi, carrozzine , lettini, ecc.). Quanti uffici simili in Italia? Quante file inutili in ogni città? Basterebbe un clic da casa ma si vive come se il progresso non sia mai arrivato. Vergognoso.

NON SAREMO MAI UN PAESE DIGITALE.

Non diventeremo mai un paese evoluto e quindi digitale!!!!
Perchè nella ASL B di ROMA un invalido (già con gravi problemi di mobilità)  o un suo parente delegato, per richiedere i pannoloni gratuiti, come suo diritto, deve alzarsi all'alba per prendere il numeretto  alle 07.00, sperando di ottenere i 50 numeri  previsti, (che ovviamente finiscono subito), per poi entrare nell'ufficio competente,  per riprendere il numeretto, questa volta ufficiale e attendere l'apertura dello sportello alle 8.30???????? Perché l'ufficio è aperto solo 3 gg. la settimana dalle 8.30 alle 12?
Applicando la digitalizzazione della P.A.,basterebbe un clic su uno smartphone o un PC, collegarsi ad un database dove sono registrate le invalidità ed effettuare una richiesta on line! Il tutto senza muoversi, a qualsiasi ora da qualsiasi posto. I pannoloni poi arriverebbero a casa come avviene per l'e-Commerce!!!!!!
Nessuno protesta. Politici assenti. Ma per cosa paghiamo il  direttore della ASLRMB? È ora di cambiare sul serio

venerdì 13 giugno 2014

CHIAREZZA SUI SERVIZI NON RICHIESTI DELLA TELEFONIA MOBILE

Attraverso gli smatphone e i tablet purtroppo può accadere di trovarsi abbonati a dei servizi non richiesti, forniti da società specializzate in fornitura di contenuti (giochi, news, suonerie, ecc.). Le modalità di attivazione sono molteplici e li analizzeremo più avanti. Tutti però hanno in comune che i costi dei servizi sono pagati ai fornitori, attraverso le compagnie telefoniche, alle quali si è abbonati per la connessione alla rete internet e attraverso le cui reti transitano i servizi, che prelevano le quote di abbonamento o di ogni singolo servizio dal conto telefonico sia prepagato con ricaricabile che postpagato con  fattura.
E’ quindi evidente che esistono dei rapporti commerciali fra le aziende di telefonia mobile e i fornitori di servizi, necessari , sia per  garantire il pagamento dei servizi stessi e strutturarne le modalità e sia per determinare i compensi che le aziende di telefonia mobile richiedono ad ogni fornitore di servizi per utilizzare la propria rete per far giungere il servizio all’utente. Ogni azienda di telefonia mobile realizza con le società fornitrici di contenuti, modalità commerciali proprie che differiscono, quindi una dall’altra, non pubblicizzate. Le aziende di telefonia dichiarano, quindi, di non avere nessuna responsabilità sulla qualità e tipologia dei servizi offerti dai fornitori di contenuti. Essendo però le aziende di telefonia mobile i soggetti che di fatto prelevano i soldi, sono anche coloro che possono disattivare, su richiesta dell’utente, i servizi ed eventualmente risarcire il maltolto.
Per servizi non richiesti intendiamo tutti i servizi che non riguardano direttamente l’abbonamento telefonico e di connessione ad internet che però vengono pagati con il conto telefonico.
Di seguito vengono specificate diverse modalità di attivazione dei servizi non richiesti ma i consumatori segnalano anche che le attivazioni di abbonamenti avvengono anche senza alcuna modalità e senza ricevere i servizi ai quali risulta essere abbonati. Ci si accorge di essere abbonati solo verificando il proprio conto e spesso sono stati tolti molti soldi.
1-ATTIVAZIONE SERVIZI NON RICHIESTI ATTRAVERSO LA NAVIGAZIONE IN INTERNET
Durante la navigazione con smarthphone o tablet nei vari siti internet si possono trovare dei banner che reclamizzano prodotti o servizi vari. Avendo gli smarthphone schermi tattili, basta sfiorare, anche  inavvertitamente il banner, per essere dirottati verso una pagina non voluta, relativa al servizio. Nei casi migliori, nel rispetto delle norme,  si arriva in una pagina che richiede di attivare il singolo servizio o l’abbonamento, fornendo in un apposito riquadro  il proprio numero di cellulare dove si intende far pervenire il contenuto. Nella stessa pagina sono indicate anche le modalità di disdetta. Con tale modalità l’utente da il proprio assenso al servizio che non può essere definito non richiesto.
Dalle segnalazioni dei consumatori, pervenute ad Adiconsum, risultano, però, modalità diverse da quelle sopra descritta. Sfiorando il banner o si viene portati su una pagina bianca o addirittura non accade nulla. Successivamente, però, si riceve al proprio smarthphone o tablet  un SMS che annuncia l’attivazione di un servizio in abbonamento del costo fra i 3 e i 5 uro settimanali, che l’utente, ovviamente, ignora. Trattasi, in questo caso di servizio non richiesto. Da questo momento se l’utente non fa nulla o non si accorge di aver ricevuto un  SMS, verrà tolto dal credito residuo o messo in fattura il costo dell’abbonamento settimanale. Se l’utente provvede, invece, all’ immediata disattivazione del servizio si vedrà comunque togliere il costo di abbonamento della prima settimana anche se non ha ricevuto il contenuto. In questo caso si tratta di un servizio non richiesto e di una vendita scorretta. Ad aggravare il tutto occorre tener presente che molti banner legati ad abbonamenti dei servizi a sovrapprezzo, appaiono in sovraimpressione al sito che si sta visitando, impedendone la navigazione fino a quando non si decide di chiedere il banner. Il problema consiste nel fatto che per  chiudere il banner occorre cliccare su una piccola crocetta posta ad uno degli angoli del banner stesso. Tale operazione è facile usando un personal computer ed un mouse ma  è quasi impossibile usando le dita su un schermo tattile che di fatto toccheranno il banner con le conseguenze sopra descritte.
Altra problematica è relativa alla possibilità data al fornitore di contenuti di attivare un servizio su un numero di cellulare non indicato dall’utente ma carpito attraverso l’apparato utilizzato. E’ evidente che ciò accade utilizzando le informazioni informatiche che viaggiano nella rete della compagnie telefoniche quando si usa l’apparato.  Non è  però chiaro quando l’utente abbia concesso l’autorizzazione a risalire al proprio numero telefonico con sistemi informatici, alla sua insaputa e soprattutto fornirlo a società terze. Tale tecnica sembra una chiara vendita scorretta.

2-ATTIVAZIONE SERVIZI NON RICHIESTI ATTRAVERSO l’USO DELLE APP
La caratteristica principale degli smarthphone e dei tablet è data dalla possibilità di utilizzare le App. Software che forniscono molteplici utilizzi ma di facile uso grazie all’attivazione attraverso lo sfioramento di specifiche icone. Le App sono molteplici e suddivise per categorie,  vengono scaricate nel proprio telefono attraverso specifici store, legati ai vari sistemi operativi degli apparati (Android, Apple, Phone). Le App possono essere scaricate gratuitamente o avere un costo. Le App possono permettere anche l’uso di contenuti, quali news, giochi o contenuti multimediali. Utilizzando tali contenuti si è costretti a visualizzare della pubblicità attraverso banner. Occorre evidenziare che spesso la pubblicità è presente in App gratuite ed è esclusa nelle App a pagamento. Purtroppo per utilizzare i servizi legati all’App, si è costretti in molti casi, ad aprire obbligatoriamente i banner pubblicitari che, poi,  attivano abbonamenti a servizi non richiesti con le stesse modalità descritte al punto 1. Tale tecnica è utilizzata soprattutto nei giochi (App molto diffuse) che per passare al livello superiore di gioco, obbligano alla visione del banner  provocando abbonamenti non richiesti. Nei casi qui descritti sembra che l’autorizzazione all’uso del numero del cellulare dove attivare l’abbonamento,  sia data , inavvertitamente, proprio dell’utente quando scarica le App. Per scaricare, infatti, un’ App  dagli store occorre accettare specifiche condizioni poste dall’ideatore e proprietario dell’App, fra le quali la cessione del numero del cellulare. Non risulta però che si autorizzi la cessione delle informazioni a terzi, tenendo anche conto che le condizioni poste sono molto superficiali.
Per l’attivazione di servizi non richiesti attraverso App, sembrerebbe  che le società fornitrici di contenuti instaurino rapporti con i detentori dei diritti delle App senza coinvolgere le aziende telefoniche.
3-ATTIVAZIONE SERVIZI NON RICHIESTI ATTRAVERSO LA NAVIGAZIONE NEI PORTALI DELLE AZIENDE TELEFONICHE.

Le aziende telefoniche offrono in rete, ai propri clienti, dei portali per dare vari servizi e contenuti. I portali sono dei siti internet costruiti specificatamente per la navigazione mobile, raggiungibili solo con smarthphone e tablet. Ogni azienda di telefonia mobile permette di visionare il proprio portale solo ai propri clienti. Nei portali vengono offerti servizi gratuiti e a pagamento. Quelli a pagamento sono realizzati, normalmente da specifiche aziende fornitrici di contenuti.  Il pagamento dei servizi presenti nei portali avviene con le stesse modalità descritte nei punti precedenti.  La prima problematica da evidenziare è riferita al fatto che il Browser per la navigazione in internet con il telefonino è preimpostato sul portale e quindi, alla sua apertura, si viene costretti a visualizzare il portale dei servizi. Tale predisposizione avviene con gli apparati brandizzati dalla compagnia telefonica o con qualsiasi apparato nel momento in cui si  installano le  patch necessarie per la navigazione attraverso la propria azienda telefonica. Bisogna tener conto che sul portale ci sono tantissimi banner che fanno attivare abbonamenti a servizi. Dalle segnalazioni giunte dai consumatori, non sempre le modalità di attivazione sono corrette e sfiorando appena i banner è possibile che si attivino servizi non richiesti. Nel portale pianeta 3 dell’azienda H3g, da noi verificato, ogni banner presente in home page indica  il prezzo e se il servizio è a pagamento singolo o in abbonamento. Purtroppo appena si sfiora il banner parte immediatamente il download del singolo servizio o l’attivazione dell’abbonamento, senza dare tempo all’utente di confermare l’acquisto o l’abbonamento. Occorre inoltre evidenziare che nel caso del portale dell’H3g la navigazione del portale è a pagamento per ogni singola pagina visionata al costo di €0,09 (anche se si ha un abbonamento che prevede la navigazione ad internet) senza che ne sia data indicazione all’apertura del portale. Le informazioni sul costo della navigazione nel portale sono indicate solo nelle condizioni presenti nello stesso portale.  L’apertura del portale ogni volta che si naviga aumenta, ovviamente, i rischi di toccare accidentalmente  i banner del portale e trovarsi abbonati a servizi non richiesti.  Nel caso di H3g potrebbe anche ritenersi una vendita scorretta. Per eliminare la predisposizione occorre operare nelle impostazioni del proprio smarthphone o tablet.  E’ evidente che con questa modalità la responsabilità delle aziende di telefonia mobile per attivazione di servizi non richiesti è molto alta.


4-NAVIGAZIONE SU INTERNET CON PAGAMENTI AGGIUNTIVI AI COSTI DI NAVIGAZIONE.
Questa problematica  è segnalata dai consumatori dell’operatore H3g  e sembra essere applicata solo da questo operatore telefonico, ma dovrebbe essere verificato. In questo caso trattasi di costi non indicati o non leciti. Pur pagando un abbonamento  mensile per un determinato uso di Gb, per la connessione alla rete internet  per navigare in mobilità con uno smarthphone o tablet, alcuni siti sono interdetti alla normale navigazione, devono essere pagati per singola pagina visionata al costo di € 0,09. Ci si riferisce a siti internet raggiungibili senza costi aggiuntivi da rete fissa e da rete mobile di altri operatori differenti da H3g. Non esiste un elenco dei siti a pagamento per pagina fornito dalla compagnia telefonica. Viene segnalato dai consumatori che quando si digita l’url dei siti a pagamento si viene informati, alcune volte,  che il proseguo della navigazione costa €0,09 a pagina.  Spesso però non si riceve nessuna informazione e si scopre nel proprio conto che sono stati sottratti soldi per navigazioni in pagine internet. Spesso, durante la normale navigazione in internet o con link presenti in sms pubblicitari si viene dirottati su pagine appartenenti ai siti a pagamento e senza alcuna indicazione viene poi addebitato il costo per pagina. Dalla segnalazione degli utenti i siti a pagamento sono di APP&STORE  – ANSA - CORRIERE DELLA SERA - LA REPUBBLICA  - LA GAZZETTA DELLO SPORT. Sembrerebbe che h3g memorizza l’uso precedente del consumatore e se ha utilizzato già pagina a pagamento non si riceve più l’avviso che le pagine si navigano pagando ogni singola pagina. Si ritiene che l’informativa la consumatore è volutamente deficitaria e non è spiegabile perché alcuni siti devono avere un costo diverso.

Qui sotto la risposta data ad un consumatore da parte del servizio clienti di H3g su Facebook:

Ciao #########, ti informiamo che la navigazione all'interno del nostro portale è a pagamento. L'APP&STORE è un portale di servizi e contenuti accessibile in navigazione tramite il browser di qualunque terminale. Si tratta di una pagina internet tramite la quale si possono scaricare contenuti singoli e in abbonamento come suonerie, sfondi, canzoni, notizie, meteo, ecc. L'APP&STORE è raggiungibile esclusivamente da cellulare e Tablet all'URL seguente http://mobile.tre.it/hb/Hutchkey .Ci sono terminali, come quelli Brand 3 che hanno una APP presente sul desktop, tramite la quale si accede direttamente ad App&Store senza quindi aprire il browser ed inserire l'URL. Tramite App&Store possono essere attivati servizi denominati Wap Billing. Questi ultimi sono servizi in abbonamento o a evento singolo che offrono al cliente contenuti come news, meteo o altro. Per accedere a questi servizi occorre cliccare sul banner desiderato. Questa operazione implica l'attivazione del servizio senza ulteriore pagina di conferma. Al cliente viene inviato un SMS di conferma attivazione. La navigazione all'interno di APP&STORE non è compresa nelle soglie internet dei piani tariffari ma sono a pagamento al costo di 0,09 € IVA inclusa, ad eccezione delle pagine di errore e di navigazione dell'Area Clienti che sono gratuite. Inoltre, se il cliente accede da APP&STORE ai servizi di editoria - ovvero tutti quei contenuti gestiti da testate giornalistiche come Repubblica.it, Corriere.it, Ansa.it, ecc. - la tariffazione non rientra nella soglia dati internet ma viene tariffata 0,09 € iva inclusa ogni pagina. Al cliente viene specificata questa tariffazione in un apposito allert. Se il cliente accetta il pagamento della tariffa, nelle successive visite di tale sito, non sarà più mostrata la pagina informativa in quanto già accettata la prima volta. Anche le pagine relative a tutti gli M-site social presenti su APP&STORE tipo Facebook, Twitter, e.bay, etc. sono a pagamento e tariffate 2 alla volta (sempre al costo di 0,09 € ciascuna, iva inclusa) con arrotondamento per difetto all'ultima pagina pari, a vantaggio quindi del cliente. Inoltre, esistono pagine visualizzate appartengono ad m-site (siti internet mobili) esterni di fornitori di servizi in abbonamento, oppure fanno riferimento all'apertura di banner di advertising presenti su siti web o in applicazioni. Restiamo a tua disposizione http://www.mondo3.com/forum/images/smilies/smile.gif