giovedì 26 giugno 2008

il video del mio intervento al convegno ISIMM sul digitale terrestre


Il 23 giugno a Roma si è svolto un importante convegno oranizzato da ISIMM e dalla RAI per discutere sul digitale terrestre e il mercato itlaliano. Cliccando qui potrete vedere il video del mio intervento.

1 commento:

Francesca ha detto...

Sono "incomplete" le risposte del governo italiano ai 20 quesiti che il commissario Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes, aveva inviato recentemente a Roma per chiedere delucidazioni sulle modifiche apportate al regime televisivo nazionale con le misure legislative approvate il 6 giugno scorso. Lo riferisce, oggi da Bruxelles, il portavoce della Kroes, Jonathan Todd.
"Le informazioni che abbiamo ricevuto sono incomplete, mancano ancora le risposte a una parte dei 20 quesiti. Non possiamo ancora dire - ha affermato Todd - se con la nuova legislazione si pone rimedio alle violazioni alla normativa comunitaria" che erano state riscontrate nella Legge Gasparri. "Attendiamo, dunque, dal governo italiano le informazioni mancanti", ha concluso il portavoce. In mancanza di spiegazioni soddisfacenti, alla Commissione non resterebbe che deferire l'Italia in Corte di Giustizia, visto che la procedura d'infrazione è ferma al secondo stadio (il "parere motivato") dal 18 luglio 2007.
Nei venti quesiti della Kroes al governo si chiedeva di chiarire quale sia l'attuale distribuzione delle frequenze nel settore delle emittenti Tv in Italia, quale sarà la situazione dopo il passaggio al digitale terrestre, e se sia sufficiente l'obbligo, per Rai e Mediaset, di lasciare libero il 40% della capacità trasmissiva ad altri operatori, per evitare che il duopolio Rai-Mediaset finora esistente nell'analogico si riproduca anche nel digitale terrestre.
La Commissione voleva anche sapere come e quando l'Italia "porrà fine" alla situazione anomala di una rete Tv (Rete4) che, sebbene priva della concessione, è stata autorizzata a continuare a a trasmettere.
Con un chiaro riferimento a Rete4, l'Antitrust comunitario chiedeva "informazioni sulle emittenti nazionali legittimamente operanti ai sensi della normativa vigente', e che non si sono classificate in posizione utile nella graduatoria per l'attribuzione di concessioni per la radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri in ambito nazionale, sancita con il decreto ministeriale del 28 luglio 1999.