martedì 3 giugno 2008

L'alta definizione nel pallone


In Italia da tempo è in atto la transizione alla tv digitale, interessa le zone all digitale ma anche tutti i cittadini che pagano la tassa di possesso di un televisore.
Nel diritto della neutralità tecnologica ogni consumatore è libero di scegliere le modalità e la piattaforma tecnologica da utilizzare per effettuare il passaggio al digitale. In ottemperanza a tale diritto, peraltro ribadito dalla Comunità Europea e dal contratto di servizio RAI, milioni di italiani si sono dotati di apparati di ricezione per la tv digitale di segnali provenienti da terra (digitale terrestre DVBT),da satellite (DVBS) e con protocollo IP (IPTV-DVBC). Nell’ultimo anno, circa 5 milioni di italiani si sono dotati di un nuovo televisore piatto HD Ready e Full HD e per usufruire della visone di programmi in alta definizione per passare alla tv digitale, hanno ovviamente scelto di dotarsi di ricevitori in alta definizione per segnali provenienti da satellite e via cavo attraverso le IPTV, uniche piattaforme, fino ad ora, che permettono la ricezione di programmi televisivi in alta definizione. E’ da sottolineare che tali televisori non sono integrati da ricevitori per la ricezione in alta definizione e che obbligano i cittadini che vogliono usare le potenzialità del televisore (HD) ad acquistare, con ulteriore spesa , ricevitori esterni e a sottoscrivere abbonamenti.
La scelta della RAI di trasmettere i prossimi campionati europei di calcio in alta definizione solo attraverso la piattaforma digitale terrestre ed in zone limitate, come denunciato anche dalla associazione consumatori Adiconsum, penalizza e discrimina fortemente i cittadini italiani che già sono passati alla ricezione televisiva in digitale. Il presidente Petruccioli, nella conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa ha dichiarato che questa è da considerarsi molto di più che una semplice sperimentazione, bensì come una significativa "prova d'orchestra HD" generale a favore dello sviluppo della tv digitale nel nostro Paese. Il presidente di RAI Way, Francesco De Domenico , sempre nella conferenza stampa dichiara: «Tanto più se si pensa che, dopo gli Europei di Calcio, proseguiremo ancora con l'alta definizione via Dtt, utilizzandola anche per altri eventi sportivi (tra cui, per esempio, i Mondiali di Ciclismo che si terranno nel mese di settembre a Varese), fino a proporre, nel 2009, regolari trasmissioni HDTV nelle aree italiane "all digital", come previsto dal piano industriale aziendale».
Tale scelta è incomprensibile e necessita di spiegazioni.

Come può la RAI che è servizio pubblico dimenticare la neutralità tecnologica e di conseguenza, dimenticare i milioni di cittadini che, come sopra specificato, sono già ora dotati di apparati per la ricezione in alta definizione? Perché li si obbliga, per vedere un evento di importanza nazionale ad acquistare un ulteriore decoder nonostante già dotati di decoder per la ricezione di tv digitale? Quante tv digitali stiamo costruendo in Italia? Perché il piano industriale della RAI fa intendere che la trasmissione dell’alta definizione del servizio pubblico sarà solo per via terrestre? Perché nella prossima trasmissione degli europei di calcio, ampliando la sperimentazione, non viene trasmesso il segnale in alta definizione anche dal satellite e attraverso l’IPTV che già ora trasmette il segnale delle reti RAI e che ha un pubblico, dotato di decoder HD, che senza ulteriori costi può godere delle immagini alta definizione? Perché restringere la visione solo a Roma, Milano, Torino, Valle D’Aosta e Sardegna e non a tutta la nazione attraverso le piattaforme satellitare e IPTV?
Sono molte le domande che necessitano di risposta. Domande che non sono finalizzate alla semplice visone di una partita di pallone ma alla pressa di coscienza che milioni di cittadini vengono indotti a spendere soldi per passare alla tv digitale per poi accorgersi che i soldi sono stati spesi inutilmente. Sono domande che dimostrano che non è per nulla chiarito come deve avvenire ed essere la transizione al digitale. Ad aggravare la situazione sopraggiunge l’annuncio che ancora si deve definire uno standard di trasmissione in HD utilizzato da tutte le emittenti italiane, trasformando in inutile, forse, anche l’acquisto che gli italiani stanno facendo in questi giorni per dotarsi di un ulteriore decoder digitale terrestre in HD, allettati dagli annunci RAI.

1 commento:

Giuliano ha detto...

La RAI non può trasmettere i campionati europei di calcio in alta definizione sul satellite in chiaro perché i diritti di diffusione sono limitati al territorio italiano, mentre il satellite copre un’area ben più vasta. Sarebbe necessario codificare il segnale: è per questo che la RAI sta lavorando per una piattaforma satellitare gratuita, con un sistema di criptaggio diverso da quello della televisione a pagamento via satellite Sky, in modo da rispettare l’obbligo della neutralità tecnologica. La trasmissione sulla piattaforma a pagamento Sky, ovviamente, non è una soluzione all’esigenza della neutralità tecnologica perché subordinerebbe la fruizione di un programma di Servizio Pubblico alla sottoscrizione di un abbonamento pay a vantaggio di terzi.