martedì 2 dicembre 2008

Ricordiamoci che l'IVA la paghiamo noi.


Le tv a pagamento devono essere tutte uguali davanti al fisco, indipendentemente dalla piattaforma usata e dalla modalità di accesso al servizio. Adiconsum chiede IVA uguale per tutte le televisioni a pagamento anche con modalità ricaricabile. Ovviamente in un periodo di crisi come quello attuale, i consumatori si avvantaggiano con imposte basse e quindi con aliquote agevolate. Ora si apre una giusta problematica: a quale bene o servizio va applicata l’aliquota agevolata? Le legge è complessa , prevede tantissime aliquote. tenendo conto dell’utilizzo del bene. Quasi tutti i ben alimentari sono giustamente al 4% o al 10%. Stesso trattamento per i prodotti legati alla sanità. Il legislatore poi ha identificato dei beni da privilegiare come le ristrutturazione delle abitazioni e l’acquisto della prima casa. Il diritto all’informazione, dirittura, fa scendere l’IVA al 4% per i giornali e notiziari quotidiani, libri, periodici. Anche i canoni d’abbonamento (canone RAI) alle radiodiffusioni circolari in chiaro sono al 4%.
La cultura e la formazione dei cittadini viene incentivata prevedendo per gli spettacoli teatrali, di qualsiasi tipo (compresi i concerti musicali ed il circo) l’ l’IVA al 10% e dal 2000 anche il biglietto d’ingresso al cinema e agli spettacoli sportivi è al 10%.
Viene spontaneo chiedersi perché vedere un film , un evento sportivo o musicale trasmesso in televisione deve far pagare ai consumatori l’IVA al 20% ?
Quando si parla dei soldi dei contribuenti occorre usare stessi pesi e misure, altrimenti si fanno favoritismi.
Il Parlamento, discutendo il decreto anticrisi regoli con saggezza tutta la materia delle aliquote IVA, tenendo presente che la cultura non è un bene di lusso e che occorre pagare le stesse tasse sia si si è in un cinema che in poltrona, proponiamo quindi l’IVA al 10% per tutte le pay tv. All'ultima ora, il Ministro Tremonti ci dice che Il caso suul'IVA non si discute, è l'Europa che lo impone. Non è proprio esatto. L'Europa vuole che non ci siano differenze ma non stabilisce le aliquote. E' bene ricordare che l'IVA non la pagano le aziende ma i cittadini, quindi non si stanno tassando le pay tv ma chi le guarda. Già, in periodo di crisi non bisogna guardare la tv (quella generalista si)ma lavorare, lavorare, lavorare...se non ti licenziano.
Ma invece di pensare all'IVA perchè non si vieta alle Pay tv di trasmettere pubblicità?? Questo è un altro discorso....

2 commenti:

glauco benigni ha detto...

al tempo in cui vennero concessi privilegi al gestore unico della pay tv in Italia - prima Canal PLus e poi Sky Italia- una delle motivazioni fu : " il territorio Italia non e' in grado di remunerare piu' di un sistema pay ..." Si ipotizzava infatti una saturazione del parco abbonati a 2 milioni di sottoscrittori . Oggi pero' la situazione e' ben diversa. 4.7 milioni di abbonati generano a favore di Sky Italia un fatturato che oscilla tra 2 e 2.5 MILIARDI DI EURO l'anno .
Il padrone di Sky , Mr. Rupert Murdoch, negli ultimi anni, ricorda ai suoi azionisti che l'Italia e' un ottimo affare per il suo gruppo News Corp.
Se aggiungiamo ai 4.7 mil. di Sky i 200-250.000 sottoscrittori a Mediaset Plus si raggiunge un numero - quasi 5 milioni - che dimostra il contrario dell'assunto di base .
L'Italia PUO' remunerare piu' di 1 solo servizio di tv a pagamento .
Ne consegue che bisogna riaprire il dibattito sul Monopolio Sky e offrire a ogni operatore - Rai inclusa - la possibilita' di gestire servizi di pay tv.
Esiste dunque una questione di sistema in cui lo starnazzare sull'IVA di questi giorni e' solo un aspetto.
In ogni caso la pubblicita' su Sky e' vergognosa. Ma e' vergognoso anche l'attegiamento inconsapevole, supino e dipendente di 4.7 milioni di abbonati Sky che difendono un assurdo privilegio tipico del "digital divide" in un momento della Storia in cui ogni consumo superfluo va rivisto profondamente .
L'altra questione di fondo e': a chi, dove e in che misura paga le tasse Sky Italia dopo aver utilizzato la massima parte del proprio fatturato per pagare i suoi fornitori di content multinazionale che sono prevalentemente soggetti non italiani e talvolta solo fintamente europei ?
Glauco Benigni

thanh nguyen ha detto...

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