lunedì 15 giugno 2009

INCHIESTA: INCENTIVI DECODER DIGITALE. IL SISTEMA NON FUNZIONA, LA STORIA PER OTTENERE L'INCENTIVO

Il Vice Ministro Romani si lamenta che molti degli aventi diritto all’incentivo per il decoder digitale non ne
fanno richiesta. Stupiti da questa affermazione abbiamo deciso di vederci chiaro. Abbiamo deciso di seguire
un’avente diritto all’incentivo dal momento in cui ha deciso di avvalersene al momento dell’erogazione.
Diciamo subito che non è stato affatto facile e che se non c’era Adiconsum ad aiutare il consumatore non si
sarebbe arrivati alle rogazione dell’incentivo. Andiamo per gradi ed iniziamo il nostro diario. Abbiamo
seguito una signora di Roma, Anna, di 70 anni, vedova con un figlio unico che non vive con lei, sopravvive
con la pensione sociale e l’aiuto del figlio, residente in zona Tuscolana.
Giovedì 11 giugno. La sig. Anna chiama il numero verde indicato sulla lettera ricevuta dalla RAI, non sa
usare internet e fatica anche a capire l’uso del telefonino, insomma di tecnologia non sa proprio nulla.
Dopo qualche minuto risponde Cinzia, una ragazza gentile, alla quale la signora Anna chiede da chi può
andare per acquistare il decoder, si raccomanda che sia vicino perché non porta la macchina. Dal call center
gli chiedono il C.A.P. ed ecco comunicato l’indirizzo, ELDO in via Furio Camillo. A due passi dalla casa della
signora Anna. Arrivata in negozio entra e sceglie il decoder uno zapper della Telesistem, costo €39. Alla
cassa arrivano due sorprese. Il negozio non è abilitato all’erogazione e il decoder non fa parte di quelli che
possono usufruire dell’incentivo. La signora Anna comincia ad innervosirsi, chiede dove può avere l’elenco
dei decoder e gli dicono su internet che Anna non ha. La informano anche che solo ELDO alla Romanina è
abilitato all’erogazione dell’incentivo. Torna a casa sfiduciata. Sono le ore 20 e quindi si decide di pensarci il
giorno dopo.
Venerdì 12 giugno. La signora Anna decide di chiamare di nuovo il numero verde, unico suo possibile
interlocutore , questa volta risponde Letizia. La signora Anna protesta dicendo che l’indirizzo dato il giorno
prima è sbagliato. Gli rispondono che loro in elenco avevano quell’indirizzo e non sanno altro. Si chiede se è
possibile segnale l’errore ma Letizia ci dice che non è previsto il reclamo per telefono ma solo per mail
(Anna non ha il PC e non sa cosa sia una mail). Anna chiede cosa deve fare. Gli vengono richiesti dei CAP di
zone vicine alla sua abitazione, Anna non li conosce, dice però la sua via alla signorina. Questa gli dice che
non sa come aiutarla perché non risponde da Roma ma da Cagliari e non conosce la strada indicata. Panico.
Letizia comincia a leggere tutti i negozi di Roma abilitati. Anna non sa che fare, non capisce per telefono che
zone sono, nessuna è nel suo quartiere. Rassegnata Anna rinuncia. Interviene, allora, Adiconsum usando
internet. La lista presente sul sito del ministero non è molto lunga. Nessun negozio è raggiungibile dalla
signora Anna, avrebbe bisogno della macchina o di prendere molti mezzi pubblici. Insospettiti dall’ errore e
per non fare un altro viaggio a vuoto cominciamo a telefonare a tutti i negozi indicati. Scopriamo che
tantissime informazioni non sono corrette. Di ELDO sono presenti ben tre negozi ma ci dicono che solo
quello della Romanina (quartiere oltre il GRA) è abilitato. Chiamiamo Coop e ci dicono che non sono
abilitati, stessa cosa per PANORAMA, AUCHAN e alcuni Euronics. Altri per telefono non rispondono. Siamo
esausti pure noi e capiamo che l’elenco non è attendibile e che nessuno, al Ministero, ha controllato se
veramente i negozi indicati sono dotati degli strumenti per erogare l’incentivo. A questo punto la signora
Anna avrebbe rinunciato o sarebbe stata costretta a chiedere aiuto al figlio, Adiconsum decide di
accompagnare la signora Anna da ELDO alla Romanina perché siamo sicuri che erogano l’incentivo. Ci
diamo appuntamento al giorno dopo.
Sabato 13 giugno: Passiamo a prendere la signora Anna con la macchina e percorriamo i circa 7 chilometri
che ci dividono dal palazzone di Eldo. Nel frattempo abbiamo scaricato dal sito del ministero, la lista dei
decoder abilitati all’incentivo. Anna va subito in cassa per non perdere tempo, chiede se è possibile avere
l’incentivo, la risposta è affermativa, si controllano i documenti necessari e visto che Anna ha tutto con se
gli dicono che è possibile scegliere il decoder. Si va fra gli scaffali. Troviamo alcuni decoder presenti nella
lista e la signora Anna scopre che deve pagare anche lei qualcosa, circa 30 euro. Storce il naso ma si adatta.
Anna sceglie il decoder I‐CAN1100 BLACK perché è bello da vedere. Va alla cassa, viene fatta accomodare
perché la procedura è un po’ lunga. La signorina davanti ad un pc prende il decoder e ci dice che quello non
può essere incentivato. La signora Anna sta per innervosirsi e ci guarda in cerca di soccorso. Interviene
Adiconsum. La cassiera ci chiarisce che il modello che Anna ha scelto è nell’elenco di quelli ammessi ma
quella marca non è stata caricata nel sistema informatico previsto per l’erogazione del contributo. Che si
fa? Dobbiamo prendere per forza il decoder Humax DTT 3500 che è presente nel sistema. Così facciamo.
Anna perde circa altri 15 minuti perché bisogna fare le fotocopie del pagamento del canone RAI e perché la
signorina non riesce ad inserire il numero dell’abbonamento. Il sistema non ne vuole sapere. Il sistema
prevede 8 cifre e siccome il numero dell’abbonamento della signora Anna e di 6 cifre perché molto
vecchio, non si riesce ad andare avanti, poi aggiungendo svariati zero tutto si rivolge. Finalmente usciamo
con il decoder in mano, peccato che siamo stati costretti a comprarne uno diverso da quello scelto ed in un
negozio lontano da casa.
Ora caro Vice Ministro appare più chiaro perché nessuna delle famiglie bisognose utilizza l’incentivo, molto
più comodo andare al negozio vicino casa e comprare un decoder zapper con circa 25 euro e continuare a
guardare la tv come da anni si è abituati, tanto la pay tv è costosa e l’interattività troppo complicata per
saperla usare. Non vogliamo pensare che l’istituzione del contributo sia solo un sistema per salvare la faccia
e che i tutti problemi descritti siano voluti per destinare, poi, in altro modo i fondi che avanzeranno. Ci
piace, invece, credere che immediatamente si provvederà a modificare le modalità per ottenere
l’incentivo, pensando a chi lo deve ottenere, concedendolo a tutti i decoder in commercio, adatti alla
corretta ricezione (bollino e test del ministero), con informazioni certe e facilmente ottenibili attraverso
manifesti e il televideo e soprattutto sotto il vero controllo del ministero.

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