domenica 26 luglio 2009

TV DIGITALE: nasce Tivù sat che non rispetta le delibere dell'Agcom


La nascita di tivù sat realizza le richieste di Adiconsum.
Dubbi per l’obbligo di acquistare un nuovo decoder che penalizza tre milioni di consumatori.
L’Agcom vigili e faccia rispettare la delibera 216/00.



Dal prossimo 31 luglio i canali RAI, unitamente ad altri canali nazionali, saranno visibili integralmente attraverso il satellite. Adiconsum sono anni che difende il diritto di tutti quegli utenti che non ricevono i programmi attraverso le antenne terrestri, facendo, prima, inserire nell’ultimo contratto di servizio RAI l’obbligo di trasmettere su tutte le piattaforme e lottando, poi, per la sua applicazione. Balestrieri della RAI e presidente di Tivù sat ha dichiarato, nella conferenza stampa di presentazione, che sono oltre tre milioni gli utenti che non sono raggiunti dal segnale terrestre, confermando che le pressanti richieste di Adiconsum riguardavano un massiccio numero di consumatori. Ora quindi sembrerebbe che con tivù sat i diritti dei consumatori siano salvaguardati, purtroppo non è così. Quei tre milioni di utenti, ai quali fino ad ora è stato negato il diritto di vedere la tv del servizio pubblico, non per loro colpa, dovranno risolvere il problema, ancora una volta, pagando di tasca propria. Infatti tivù sat non sarà visibile a chiunque ha una parabola e un decoder satellitare ma solo a chi acquisterà un decoder dedicato che ha un costo minimo di 100 euro. I tre milioni di consumatori in questione sono da tempo quelli più penalizzati, infatti per garantirsi la visione, a loro spese, si sono dovuti dotare di parabola e moltissimi di abbonamento a SKY, visto che solo così fino ad oggi era permessa la visione integrale dei programmi RAI. Adesso a questi utenti si chiede, ancora, di spendere altri 100 euro per un altro decoder satellitare perché quelli in loro possesso non vanno bene. Questi consumatori sono trattati peggio dei loro colleghi costretti ad acquistare un decoder digitale terrestre che , però, ha costi molto inferiori ,cioè i 30 euro degli zapper. Tutto ciò si verifica per garantire che i programmi acquisiti solo per la visione in Italia non si vedano all’estero. Per raggiungere l’obiettivo occorre utilizzare un sistema di criptaggio (accesso condizionato) e fornire quindi agli utenti la relativa smart card. Fino ad ora la RAI ha usato il sistema di SKY e adesso con Tivù sat si passa a Nagravision, non solo Rai usa questa codifica ma anche tutte gli altri canali visibili in digitale terrestre. Quindi chi non riceve il digitale terrestre deve per forza ricorrere a Tivù sat. E’ vero che non esiste abbonamento ma aver scelto molte emittenti la stessa decodifica crea di fatto un nuovo bouquet che si può vedere solo con un decoder dedicato. Perché si obbligano tutti gli utenti (circa sei milioni) che utilizzano il satellite a dover acquistare un nuovo decoder? Perché chi non riceve il digitale terrestre deve pagare di più di chi lo riceve? Perché chi utilizza un decoder satellitare common interface, predisposto per tutte le codifiche non può utilizzarlo per Tivù sat? Perché gli abbonati a SKY non possono vedere anche Tivù sat con un solo decoder satellitare? Le regole ci sono ma non vengono rispettate. Ci riferiamo alla delibera dell'Agcom 216/00 dal titolo, Determinazione degli standard dei decodificatori e le norme per la ricezione dei programmi televisivi ad accesso condizionato che all'articolo 3 recita con chiarezza:
"Gli operatori di accesso condizionato anche in possesso di un titolo abilitativo alla trasmissione televisiva digitale a pagamento, indipendentemente dai mezzi di trasmissione, sono tenuti a garantire agli utenti la fruibilità, con lo stesso decodificatore, a qualunque titolo detenuto o posseduto, di tutte le offerte di programmi digitali con accesso condizionato e la ricezione dei programmi radiotelevisivi in chiaro. A tale scopo essi utilizzano il sistema simulcrypt secondo le norme del DVB o, in alternativa, il sistema multicrypt secondo le norme definite dal DVB."
L’Agcom, che ha il compito di vigilare sulle comunicazioni, dovrebbe quindi far rispettare le proprie delibere, come accadde ai tempi di Tele+ e Stream , imponendo ad ogni emittente di trasmettere con la codifica della concorrenza. Poi arrivò SKY, unico bouquet, e non ci furono più problemi, tranne per Conto tv che in applicazione di queste delibere ha ottenuto il diritto di trasmettere il propri contenuti attraverso SKY. Ora, di nuovo occorre far applicare la delibera, infatti ci sono 3 bouquet criptati, Tivù sat, SKY e Conto tv. Sul digitale terrestre questo diritto e salvaguardato (ci sono molte pay tv con relative codifiche) perché sul satellite dovremmo avere un decode per ogni sitema di criptaggio?
Adiconsum chiede ad Agcom di intervenire tempestivamente, evitando di costringere i consumatori ad ulteriori spese e a riempire la propria abitazione di un infinità di decoder che peraltro consumano tantissima energia.

1 commento:

carletto ha detto...

se io che vivo all'estero mi dotassi del decoder tivu sat con relatica card potro' vedere tutto in chiaro?