mercoledì 28 ottobre 2009

INTERVISTA SU IMGPres

DIGITALE TERRESTRE PER MOLTI MA NON PER TUTTI

Costume & società(26/10/2009) -

Per molti ma non per tutti. Recitava così una pubblicità di qualche anno fa. Nell’occasione, si parlava di un vino da dessert ma se l’oggetto fosse stato il digitale terrestre nessuno se ne sarebbe stupito. Il progressivo passaggio dall’analogico al digitale, avviato ormai 2 anni fa in Sardegna e approdato già in Val D’Aosta, Trentino Alto Adige e in parte del Piemonte, sta mietendo numerose vittime. I televisori di circa 3 milioni di italiani, su una base di 15 milioni di utenze - secondo le stime Rai - sono al buio. In pratica, un italiano su 5 che per legge deve utilizzare il digitale non può beneficiare del servizio. E i costi sostenuti variano dai 50 ai 500 euro a famiglia, quando non si deve ricorrere ad altri 200-250 euro di spesa per il satellitare, al fine di risolvere il problema. Senza dimenticare il canone Rai. “Tutto - secondo Mauro Vergari, responsabile Nuove tecnologie di Adiconsum - dipende dall’informazione talvolta insufficiente che le istituzioni hanno fornito sull’argomento”. E le soluzioni più immediate per i 3 milioni di vittime del blackout sono di due tipi: tarare nuovamente l’antenna per migliorarne la ricezione o ricorrere al satellitare. In ogni caso, bisogna mettere mano al portafogli. “Il problema del passaggio al digitale terrestre - conferma Vergari - è che tutti gli oneri relativi alla fruizione del servizio sono oggi a carico dei cittadini. La spesa per dotarsi del digitale terrestre varia mediamente, da famiglia a famiglia, da 50 a 400-500 euro. Ogni televisore, infatti, per funzionare, deve avere il proprio decoder. Tuttavia, nel 20% dei casi, anche se secondo noi la percentuale è più alta, si verificano problemi di ricezione. Con la differenza che, una volta, con l’analogico si riusciva comunque a vedere qualcosa. Male, ma si vedeva. Oggi, se il decoder digitale non riceve, l’utente non vede assolutamente nulla. In alcuni casi, per porre rimedio, è sufficiente sistemare l’antenna. L’alternativa è di ricorrere al digitale satellitare. Dal 31 luglio scorso è stato introdotto nel mercato il pacchetto Tv Sat. Il decoder costa 90 euro, l’installazione della parabola, compresa la mano d’opera, richiede una spesa di circa 150 euro. Se qualcuno dovesse pretendere di più significa che c’è qualcosa che non va”. Chi lo volesse, potrebbe acquistare un qualunque altro decoder satellitare ma non avrebbe accesso ai canali Tv Sat, compresi quelli Rai. In questo senso, Adiconsum si sta adoperando affinché quanto prima la trasmissione di tutti i canali satellitari sia garantita attraverso un decoder unico, come accade già proprio con il digitale terrestre. Certo, i disagi sono maggiori per chi ha già acquistato il digitale terrestre, scopre che il segnale non arriva e deve spendere altro denaro per l’impianto satellitare. “La situazione - ammette Vergari riferendosi sempre alla scarsa informazione fornita sul’argomento - andava gestita meglio. La gente deve sapere come comportarsi”. L’onere di informare e formare la cittadinanza viene demandato dal Governo agli enti locali. “Purtroppo - prosegue l’esponente di Adiconsum - ci sono enti che funzionano meglio ed enti che funzionano peggio. E il cittadino resta sempre preso nel mezzo”. In alcuni casi, tuttavia, la colpa è proprio dei consumatori: “In diverse comunità montane del Piemonte - racconta - utilizzavano impianti abusivi di ripetizione. Chiaramente, nessuno lo sapeva e, da quando è stato introdotto il digitale terrestre, gli utenti non ricevono il segnale. Adesso, il problema è noto ma il ministero, per provvedere, avrà bisogno di tempo”. Altra indicazione da seguire rigorosamente: gli impianti devono essere installati, per legge, da tecnici abilitati, i quali, al termine del lavoro, devono rilasciare l’apposito certificato di conformità. “Molti problemi - spiega Vergari - sono nati perché gli impianti erano fatti in casa. In questo senso, va detto che il digitale terrestre è uno strumento valido per una risistemazione di tutti gli impianti”. L’iter relativo al passaggio dall’analogico al digitale terminerà solo nel 2012. La prossima regione interessata sarà il Lazio. La scadenza è fissata per dicembre 2009. Per evitare che si verifichino gli stessi problemi di cui sopra, Adiconsum ha attivato la campagna Digitale chiaro. “Si tratta - conclude Vergari - di un progetto cofinanziato dal comitato Lazio digitale. Sul portale adiconsum.it, nella homepage, c’è un apposito link. Cliccando, si entra in uno spazio nel quale è possibile rinvenire tutte le informazioni utili, grazie a opuscoli e pubblicazioni a livello nazionale. Le guide si possono tranquillamente scaricare. Parallelamente, abbiamo avviato un tour in 15 città, soprattutto nella provincia, destinato a concludersi a dicembre. Sono 6 le tappe già effettuate. La mattina si fa informazione, nelle scuole, agli studenti degli istituti tecnici industriali, attraverso incontri di 2 ore. Riteniamo siano i giovani le persone più pronte a recepire le innovazioni e a loro, creando una sorta di volontari, demandiamo il compito di trasmettere quanto appreso ad amici e parenti. Il pomeriggio, nelle piazze centrali, si allestiscono degli spazi per informare la gente sul passaggio al digitale terrestre e satellitare. Infine, abbiamo predisposto il numero verde 800864754 per la segnalazione di eventuali disservizi”. Da notare che lo slogan della campagna informativa di Adiconsum è: Tutto quello che hai sempre desiderato sapere sulla tv digitale e non hai mai osato chiedere. Un omaggio a Woody Allen, insomma. Anche da parte dei 3 milioni di italiani che, al momento, il cinema, i telegiornali e i reality se li possono solo ricordare e che, dopo cena, invece che guardare la tv passano direttamente al vino da dessert. Sempre che ne sia rimasto.

Fabio Bonasera
fabiobonasera@libero.it
www.fabiobonasera.wordpress.com

Nessun commento: