mercoledì 20 gennaio 2010

Adiconsum manifesta preoccupazione per l’abolizione dell’audizione pubblica per la stesura del nuovo Contratto RAI 2010

La società civile, comprese le associazioni consumatori, non ha strumenti per esprimere le proprie proposte



Il servizio televisivo pubblico è per tutti,

le decisioni non possono essere prese da pochi


Per la realizzazione del nuovo Contratto di servizio, 2010-2013, che regola i rapporti fra la RAI e il Governo - dichiara Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum - si è tornati indietro abolendo l’audizione pubblica, aperta alla società civile, introdotta dal ministro Gentiloni che caratterizzò la stesura del precedente contratto, ora in scadenza.

Il nuovo contratto sta per essere firmato, ma è stato discusso solo da esponenti della RAI e del Governo. Non ci sono state audizioni di nessun tipo e i cittadini, quindi, dovranno accettare passivamente quanto verrà deciso.

Sicuramente un cambio di rotta - continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum - che non ci aspettavamo e che evidentemente vuole evitare le eventuali critiche che si potrebbero avanzare.

Il testo è blindato e non se ne sa nulla, tranne alcune indiscrezioni trapelate dagli organi di stampa.

Nonostante Agcom nelle sue linee guida indichi che “la Rai, dovrà consultare periodicamente le associazioni dei consumatori sul grado di soddisfazione degli utenti”, allo stato attuale - continua Giordano - nessuno ha sentito la necessità di ascoltare il parere delle associazioni rappresentative degli utenti in merito al contratto che si vuole approvare.

Tanto più che è in corso la transizione al digitale e che sempre l’Agcom, nelle sue linee guida alla stesura del contratto, rivolge pressanti inviti alla Rai a coinvolgere adeguatamente gli utenti di volta in volta interessati dalla transizione. Coinvolgimento disatteso in fase di stesura del contratto, che non lascia ben sperare neanche per il futuro.

Chiediamo l’apertura, al più presto, di un confronto per fornire un parere costruttivo sul prossimo contratto in modo che la televisione possa confermarsi non solo mezzo di diffusione di massa, ma strumento fondamentale al servizio della collettività e non privilegio solo di pochi.

1 commento:

Antonio ha detto...

Il nuovo contratto RAI deve assicurare:
- la visione su tutte le piattaforme tecnologiche dei canali RAI, anche per chi è abbonato sky senza dover acquistare un secondo decoder di Tivù sat
- prevedere un budget per eventi culturali che negli ultimi anni sono stati tolti come l'Eurofestival, ed eventi in eurovisione di cui la Rai si è dimenticata di farne parte
- prevedere il pagamento del canone nella bolletta elettrica in modo da eliminare l'evasione fiscale del canone
Come associazione dei consumatori cosa state facendo?