lunedì 25 gennaio 2010

CALCIO La decisione dell’Antitrust sui diritti televisivi delle partite di serie A e B non soddisfa i consumatori


L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - dichiara Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum - ha chiuso troppo rapidamente l’istruttoria aperta nei confronti della Lega Calcio per la commercializzazione dei diritti televisivi delle partite di serie A e B, accontentandosi di accettare gli “impegni” presentati dalla Lega.

Adiconsum, che è intervenuta nel procedimento al fine di garantire una maggiore concorrenza sulla piattaforma satellitare (che offrirebbe più scelta e di conseguenza una riduzione dei prezzi), mettendo fine al monopolio di fatto praticato da SKY, non è affatto soddisfatta della decisione presa, che non aggiunge nulla in termini di ampliamento dell’offerta di trasmissioni televisive sul satellite.

La decisione dell’Antitrust - continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum - che permetterà alle pay tv di acquistare per la Serie A anche le sintesi della durata massima di 10 minuti per ciascun tempo di tutti gli eventi del Campionato, trasmissibili subito dopo la fine degli incontri, non modificherà il mercato, perché riteniamo che non esistano consumatori disposti a pagare per vedere una sintesi.

Per la serie B, che fatica a trovare un mercato di consumatori interessato e che di conseguenza interessa meno a SKY, la Lega Calcio, invece, offre maggiori aperture mettendo in vendita alle pay tv ben tre pacchetti autonomi, dividendo le dirette delle partite e permettendo la vendita dei soli anticipi e posticipi.

Non riusciamo a comprendere l’atteggiamento dell’Antitrust di accettare “impegni” che non superano le contestazioni mosse dalla stessa Autorità alla Lega Calcio con l’apertura del procedimento, nonché la pratica dei “due pesi e due misure” adottata in relazione alla assegnazione dei diritti televisivi per la serie A e per la Serie B.

Secondo Adiconsum, la decisione dell’Antitrust in merito è tutta apparenza: le modalità di messa in vendita dei diritti televisivi di fatto non cambiano nulla, continuando ad impedire la comparsa sul satellite di nuovi operatori che facciano concorrenza a SKY.

Gli utenti televisivi del calcio dovranno, quindi, continuare a pagare gli abbonamenti all’unico prezzo imposto dal monopolista o a cambiare piattaforma trasmissiva.

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