venerdì 22 gennaio 2010

Telecom cerca di fare cassa e propone 9 euro per chi paga in ritardo



Telecom cerca di fare cassa
e propone l’inasprimento dei costi per chi paga in ritardo le bollette:
9 euro di penale, più interessi al 5.5%

Un aumento dal 25 al 40% per i consumatori



Il 20 gennaio Agcom convoca le associazioni consumatori per ascoltare il parere in merito a una proposta di variazione del contratto e riceviamo un amara sorpresa.

La proposta di Telecom di applicare una penale fissa di 9 euro, più interessi di mora fino al 5,5% per i ritardi di oltre 10 gg. nel pagamento delle bollette
- dichiara Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum – è gravissima! Telecom in questo modo intende solo fare cassa”

La proposta è inaccettabile - continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale – Adiconsum, unitamente alle altre associazioni, ha espresso all’Agcom la sua piena contrarietà.

Nella telefonia fissa la media delle bollette va dai 30 ai 40 euro, con un peso percentuale enorme del canone fisso sull’intero importo. Gli aumenti prospettati da Telecom equivarrebbero ad un aumento medio che va dal 25 al 40% per i c.d. ritardatari.

Ma chi può affermare che siano effettivamente ritardatari i consumatori che non pagano alla scadenza? Com’è possibile appurarlo con un sistema postale di consegna delle bollette che non ha nessuna tracciabilità e che non consente di identificare la responsabilità del ritardato pagamento?

La proposta di Telecom scaricherebbe costi enormi sui consumatori, senza poter verificare se è Telecom che consegna le bollette in ritardo o se il ritardo nella consegna ai consumatori è addebitabile alle poste.

La proposta di Telecom oltre prevedere aumenti secchi (9 euro) che sotto la scusa di spese amministrative, finisce con l’applicare un costo iniquo a carico degli utenti ed, inoltre, è priva di fondamento economico prevedendo anche un incremento dell’attuale tasso di interesse, in presenza di un bassissimo costo del denaro.

È palese il tentativo di far cassa colpendo chi ritarda i pagamenti per necessità, distrazione, ritardato o mancato recapito del bollettino o reclamo in corso.

Adiconsum chiede all’Agcom di respingere tali richieste di Telecom e sottolinea anche la scorrettezza di Telecom nell’aver preso una decisione unilaterale, senza consultare chi rappresenta gli utenti.

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