lunedì 11 maggio 2015

COMMENTO alla strategia Mercato Unico Digitale

Apprezzabile  il piano di azione  elaborato dalla Commissione per una concreta realizzazione del mercato unico digitale sebbene la maggior parte delle iniziative rinviano a nuove proposte legislative  o revisioni di quelle esistenti che, in mancanza di interventi finanziari per l’investimento e l’innovazione (lato imprese) e strumenti atti all’effettiva applicazione delle norme in termini di tutela della sfera patrimoniale (lato consumatore)  potrebbero non raggiungere l’obiettivo della creazione di un ecosistema digitale creato e, di conseguenza, il giusto equilibrio tra un elevato livello di tutela del consumatore e la competitività delle imprese.
La libera circolazione in Europa delle merci e delle persone ormai si compie soprattutto in modalità digitale e il non avere regole comuni inficia il diritto acquisito alla libera circolazione. I 16 punti proposti sono ovviamente condivisibili ma per attuarli occorre tener presente le enormi diversità della situazione nei singoli stati. L'Italia ha sì definito un Agenda digitale ma ad oggi ancora si discute sulle modalità per realizzare l'ultra banda larga. L'Europa deve farsi carico dei Paesi più arretrati digitalmente e fornire il un adeguato sostegno, soprattutto economico,  altrimenti quanto ci si propone sarà irrealizzabile. La realizzazione di un mercato unico digitale prevede pari livello di alfabetizzazione digitale della popolazione europea che attualmente non è realistica e che vede purtroppo l'Italia svantaggiata.
Certamente un mercato unico digitale europeo non può prescindere dalla “formazione” del consumatore digitale europeo. Nei punti proposti non è specificato con chiarezza cosa si vuole fare per l'identificazione del cittadino digitale. Per il corretto funzionamento di un sistema on line e quindi digitale è necessario che chiunque operi in rete sia identificato e che ogni cittadino possa utilizzare uno strumento identificativo di facile uso e accesso ma soprattutto interoperabile e quindi riconoscibile in tutta Europa.


I 16 punti proposti (commenti in corsivo):
Migliorare l’accesso ai beni e servizi digitali in tutta Europa per i consumatori e le imprese
1-introdurre norme intese ad agevolare il commercio elettronico transfrontaliero.
Avere stessi diritti e stessi doveri in tutta Europa è fondamentale per rendere un mercato praticabile. Stesse opportunità di tutela e risoluzione tempestiva delle controversie devono essere offerte ai consumatori europei, superando le attuali frontiere troppo spesso utilizzate per  rispettare i diritti dei consumatori.
2-garantire un’attuazione più rapida ed omogenea delle norme di protezione dei consumatori, regole di compravendita uguali in tutti gli stati tenendo altresì presente che il saldo complesso di regole che la UE ha sviluppato nel corso degli anni a tutela del consumatore non è di per sé sufficiente ad infondergli fiducia, di fondamentale importanza per il buon funzionamento del Mercato Unico.
E’ necessario invero tradurre nella pratica i diritti di cui i consumatori europei dispongono sulla carta perché la mancata applicazione della normativa non solo accresce la sfiducia dei consumatori nel Mercato Unico, ma pregiudica altresì i commercianti onesti ed impedisce la realizzazione di un ambiente efficiente e competitivo dimenticare che
 E’ pertanto essenziale realizzare un  “sistema” solido e dinamico che sia in grado di individuare tempestivamente le nuove tendenze e garantire la corretta applicazione della normativa la tutela dei consumatori on line.

3- assicurare servizi di consegna dei pacchi più efficienti e a prezzi accessibili. Si potrebbe pensare ad una sorta di roaming del trasposto del pacco fra i vari Stati, come avviene per la telefonia, con costi definiti e regolati
4-eliminare il blocco geografico ingiustificato pienamente condiviso
5- individuare potenziali problemi relativi alla concorrenza che possano incidere sui mercati europei del commercio elettronico. Fondamentale la certificazione dei siti di e-commerce per riconoscere quelli sicuri nel rispetto delle norme a tutela dei consumatori e delle transazioni sicure. Oggi il freno dell'acquisto on line scaturisce anche dalla paura di incappare in una truffe. A tale scopo deve essere anche realizzata una rete di controllo europea per prevenire e risolvere e colpire i truffatori in tutta Europa. E’ doveroso altresì tener presente che perché il consumatore continui ad aver fiducia nel mercato unico non è sufficiente sapere che colui che lo ha truffato è stato assicurato alla giustizia ma, e soprattutto, essere rimborsato dei soldi spesi. Sarebbe auspicabile costituire un fondo di garanzia per tutelare i consumatori europei che hanno subito una truffa on line proveniente da qualsiasi Stato europeo.
6- aggiornare la legislazione sul diritto d’autore, rendendola più moderna ed europea. Soprattutto un normativa  unica e non differenziata per stato.
7- rivedere la direttiva sulla trasmissione via satellite e via cavo esteso alle trasmissioni radiotelevisive online e per esaminare come aumentare l’accesso transfrontaliero ai servizi radiotelevisivi in Europa. Se il mercato europeo è unico anche la trasmissione televisiva dovrebbe essere unica. L'attuale tecnologia permette di superare le diversità linguistiche e quindi non ha senso avere reti chiuse alle frontiere se si usano satellite e internet.
8- ridurre gli oneri amministrativi che derivano alle imprese dai diversi regimi IVA Condiviso: stimolerebbe le PMI a vendere oltre frontiera e tanto potrebbe comportare  non solo la possibilità di poter compensare la crisi economica in atto ma , addirittura, un incremento di fatturato. 

Creare un contesto favorevole e parità di condizioni affinché le reti digitali e i servizi innovativi possano svilupparsi;
9-presentare un’ambiziosa revisione della regolamentazione europea in materia di telecomunicazioni. Rendere l'utilizzo dello spettro trasmissivo in tutti gli Stati con medesime modalità vuol dire permettere l'accesso agli utenti con medesime opportunità, attualmente situazione non esistente.
10- riesaminare il quadro dei media audiovisivi per adeguarlo al XXI secolo, mettendo in rilievo il ruolo dei diversi operatori del mercato nella promozione delle opere europee Condiviso
11- effettuare un’analisi dettagliata del ruolo delle piattaforme online (motori di ricerca, social media, app store, ecc.) nel mercato. Condiviso
12- rafforzare la fiducia nei servizi digitali e la sicurezza degli stessi, in particolare per quanto riguarda il trattamento dei dati personali. Per salvaguardare i dati personali è indispensabile salvaguardare l'identificazione digitale che riteniamo deve essere uniforme in tutta Europa.
13- proporre un partenariato con l’industria sulla sicurezza informatica nell’ambito delle tecnologie e delle soluzioni per la sicurezza delle reti. Condiviso

Massimizzare il potenziale di crescita dell’economia digitale.
14- proporre un’iniziativa europea per il libero flusso dei dati, per promuoverne la libera circolazione nell’Unione europea. Una certificazione delle imprese che offrono cloud computing è indispensabile. La certificazione deve prevedere anche chiare garanzie per gli utenti che usano tali servizi.
15- individuare le priorità per l’elaborazione di norme e l’interoperabilità in settori fondamentali per il mercato unico digitale. Impedire la non interoperabilità deve essere una priorità. Senza interoperabilità non si costruisce il mercato unico. Devono essere definiti chiari standard cui devono riferirsi obbligatoriamente  tutti coloro che operano in. Altrimenti è impossibile il dialogo in rete fra cittadini e imprese europee. Posta certificata e firma digitale sono chiari esempi. Senza posta e firme digitali interoperabili, infatti, non si creano rapporti commerciali, non si firmano contratti , non c'è , quindi, mercato unico digitale.

16- promuovere una società digitale inclusiva in cui i cittadini dispongano delle competenze necessarie per sfruttare le opportunità offerte da Internet e aumentare le possibilità di trovare un lavoro. Per riuscire occorre investire in alfabetizzazione digitale e interoperabilità dei sistemi. Occorre realizzare campagne informative verso i cittadini con fondi europei diversificati per età. e conoscenze. Prevedere lezioni di alfabetizzazione digitale in tutte le scuole europee. Coordinare tutte le televisioni pubbliche europee per realizzare programmi di alfabetizzazione per i cittadini europei in. Le banche dati presenti in ogni singolo stato europeo devono operare con standard uguali e condivisi da tutti gli stati europei, garantendo la leggibilità del dato in tutta la comunità europea

Nessun commento: